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Impianti antincendio contenenti gas fluorurati

Per ottemperare a quanto previsto dal protocollo di Kyoto del 1997, che ha l’obiettivo di rallentare il riscaldamento globale del pianeta, è stato adottato il regolamento europeo 842-2006. Quest’ultimo è stato recepito in Italia dal D.P.R. 43-2012 recante disposizioni per la riduzione dell’emissione in atmosfera di taluni gas fluorurati ad effetto serra che trovano impiego anche in certi impianti di estinzione incendio aventi di norma i seguenti gas estinguenti del tipo HFC-idrofluorocarburi (tra parentesi è indicato il nome commerciale del prodotto): HFC-227ea (FM200) - HFC-125 (NAF S125) - HFC-23 (PF23).
La conseguenza di tale prescrizione comporta l’obbligatorietà dell’impiego di aziende e personale tecnico certificati per lo svolgimento di tutte le attività manutentive (ordinarie e straordinarie) relative agli impianti antincendio di spegnimento contenti gas estinguenti di tipo fluorurato.

Il percorso di certificazione deve ottemperare allo stesso D.P.R. n° 43/2012 che istituisce il “registro nazionale delle persone e delle imprese certificate” e prescrive il rigoroso “sistema di certificazione” che è necessario osservare.

Pertanto a partire dall’11 giugno 2013 (data di entrata in vigore definitiva del DPR 43/2012) tutte le manutenzioni di impianti antincendio-spegnimento contenenti gas fluorurati debbono essere svolte da azienda e personale certificati, diversamente il proprietario dell’impianto è soggetto a sanzioni da 7.000 a 100.000 € così come indicato nel successivo decreto che disciplina la parte sanzionatoria per chi omette di osservare le nuove disposizioni (art. 3 – comma 2 – D. Lgs. 5 marzo 2013, n° 26).

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